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     NEWS
27 - 11 -2008        Confedir-MIT: proposte al Governo per la grave situazione economica
Prot. 801/08 Roma, 26 novembre 2008



Gent.mo Dott. Gianni Letta
Sottosegretario alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi
Piazza Colonna, 370
00187 Roma


Egr. Sen. Maurizio Sacconi
Ministro del Lavoro, della Salute
e delle Politiche Sociali
Via Veneto, 56
00187 Roma


Egr. On. Renato Brunetta
Ministro della Funzione Pubblica
Corso Vittorio Emanuele II, 116
00186 Roma




In questa delicata fase il Paese deve lavorare unito per contrastare l’eventualità di una nuova recessione e di un conseguente incremento del livello di disoccupazione prevedibile già per il 2009.
Confedir-Mit condivide molte delle proposte avanzate dal Governo e apprezza la dichiarazione del Presidente del Consiglio di voler accettare i suggerimenti e le proposte formulate da tutte le Parti Sociali.
Tuttavia, pensiamo sia necessaria una maggiore dimostrazione di coraggio, tramite l’attuazione di interventi più ambiziosi e mirati, consistenti e duraturi, che possano avere un reale impatto sulle imprese e sulle famiglie, riducendo la durata della crisi e avviando, contestualmente, un processo di ristrutturazione della spesa pubblica che porti a risparmi consistenti nel prossimo futuro.
Tali interventi, a nostro parere, dovrebbero consistere in effettivi incentivi alla ripresa della produttività e in un adeguamento del nostro sistema di ammortizzatori sociali.
Con spirito collaborativo proponiamo alcuni punti.


Famiglia

Per attenuare la pressione fiscale sulle famiglie, andrebbe riequilibrato l’attuale sistema fiscale che, a nostro parere, penalizza la famiglia monoreddito con figli a carico, introducendo anche nel nostro Paese, sulla scia dell’esperienza francese, il cd. “Quoziente familiare”.
Il Governo deve inoltre impegnarsi a garantire un effettivo recupero del fiscal drag a favore dei lavoratori dipendenti.

Lavoro e Imprese

Per rilanciare i consumi e quindi l’economia in generale occorre aumentare il reddito disponibile delle famiglie tutte. A tale fine, occorre prevedere un percorso che porti, entro il termine dell’attuale legislatura, all’attuazione di quanto previsto nel programma del Governo in merito alla progressiva riduzione della pressione fiscale a carico dei lavoratori dipendenti.
Inoltre, reputiamo importante favorire un maggior utilizzo della retribuzione variabile legata ai risultati conseguiti in azienda, attraverso forme significative di decontribuzione e detassazione. Per quanto riguarda la detassazione, occorrerebbe innalzare il limite di reddito annuo (attualmente pari a 30.000 euro) fissato per poter godere della tassazione ridotta al 10%, eventualmente recuperando le risorse necessarie dalla detassazione degli straordinari, a cui è ipotizzabile non si debba far ricorso in un periodo di flessione della produttività.
Riteniamo, inoltre, penalizzante il limite di finanziamento annuo (650 milioni di euro) previsto, in via sperimentale, per gli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello e la mancata elevazione dal 3% al 5%, della percentuale della retribuzione contrattuale annua percepita dal lavoratore sulla quale viene determinato lo sgravio medesimo. In proposito il 23 gennaio 2008, Confcommercio, Confetra e Manageritalia hanno anche sottoscritto e formulato al Governo un Avviso Comune.

Occupazione

Al riguardo, le problematiche da risolvere risultano essere molteplici, ma possiamo individuare le seguenti priorità:
 Attuare soluzioni efficaci al fine di favorire una maggiore occupazione femminile, oltre che incrementare il livello di managerialità nel Sud Italia.
 Predisporre incentivi per la rioccupazione di lavoratori over-50.
 Confermare, senza riduzioni di spesa, il finanziamento delle agevolazioni contributive previste dall’art. 20 della Legge 7 agosto 1997, n. 266, per la ricollocazione dei dirigenti operanti nelle piccole, medie imprese.
 Risolvere la situazione di precarietà di chi opera a favore della ricerca, fenomeno che ha raggiunto livelli tali da paventare un blocco nelle attività di ricerca ed un accuirsi del ben noto fenomeno della “fuga dei cervelli” dal nostro Paese.

Ammortizzatori sociali

Questo tema, al centro dell’agenda politica da oltre un decennio senza tuttavia trovare soluzione, risulta allo stato attuale assolutamente prioritario.
A nostro parere, occorre superare l’attuale sistema disorganico e, per diversi aspetti, iniquo, introducendo uno strumento unico indirizzato al sostegno del reddito e al reinserimento lavorativo di tutti i disoccupati, senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro.
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, sarebbe utile un coinvolgimento degli Enti Bilaterali nel sistema di erogazione delle prestazioni economiche per la disoccupazione, prevedendo una prestazione aggiuntiva a carico degli Enti medesimi rispetto a quanto garantito dal sistema generale.

Pubblica Amministrazione

Lo sviluppo sociale ed economico del Paese passa anche attraverso la Pubblica Amministrazione: per il sostegno alle imprese, il controllo delle attività, i servizi ai cittadini ed il mantenimento dell’equilibrio del mercato del lavoro, la semplificazione amministrativa. La sanità, la scuola, la sicurezza e la previdenza sociale, per citare solo i principali, rappresentano momenti della vita sociale fondamentale per una società civile.
Il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione è il fulcro su cui appoggia la leva dello sviluppo e del benessere sociale e deve essere considerato come obiettivo strategico primario per la vita del Paese; affrontare l’attuale momento di criticità ignorando i problemi strutturali della Pubblica Amministrazione sarebbe quanto meno ingenuo ma, d’altro canto, proporre iniziative come alcune di quelle contenute nel DDL 847 appare certamente non congruo.
L’ attuale situazione di difficoltà e di confusione di ruoli nella gestione del pubblico impiego va affrontata su tre punti-chiave, tra loro collegati:
1- Una distinzione più netta tra politica ed amministrazione, superando le forme striscianti di spoils system anche sulle funzioni manageriali e professionali. Il potere politico ha la capacità discrezionale, se non l’arbitrio, di confermare o meno gli incarichi conferiti e le corrispondenti spettanze economiche. L’obiettività e l’oggettività della valutazione del dirigente è, a tutt’oggi, un’utopia.
2- La distinzione tra valori ed etica, derivanti da un ruolo sociale di interesse collettivo e pubblico e strumenti operativi di gestione, questi ultimi di impronta privatistica.
3- La promozione della responsabilità, della professionalità e del merito a tutti i livelli, a partire dai dirigenti e dai professionisti, con la definitiva soluzione della problematica dei "ruoli ad esaurimento", il riconoscimento della categoria della vicedirigenza e la previsione di percorsi professionali selettivi, mirati a soddisfare le effettive esigenze di funzionamento e di innovazione delle amministrazioni.
Il personale dipendente si trova in una situazione economica e di aspettativa di carriera drammatica: i contratti di lavoro sono rinnovati al minimo e con molti anni di ritardo rispetto al lavoro privato e le carriere, intese non come scatti automatici ma come concorsi interni e promozioni, sono state abolite dalla riforma della privatizzazione. I contratti collettivi, infatti, prevedono solo passaggi di livello economico effettuati sostanzialmente per anzianità e non per merito che non sono funzionali all’amministrazione ed assorbono ingenti risorse economiche.
Non può ignorarsi, infine, il tema del precariato, che rappresenta non solo un problema sociale concreto ma anche un disagio organizzativo della pubblica amministrazione che, come sta accadendo negli enti pubblici di ricerca, si accinge a perdere professionalità di alto valore (ricercatori, medici, docenti, ecc.) formatesi con il denaro pubblico in anni di collaborazioni ed a vedere interrompersi attività istituzionali consolidate anche a livello internazionale.
Osservazioni dettagliate sul DDL 847 sono state già sottoposte al Ministro della Funzione Pubblica ed alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Con i migliori saluti


Il Presidente
(Roberto Confalonieri)